Descrizione
«L'appello alla mobilitazione dei sindacati di Amat conferma le nostre preoccupazioni: il trasporto pubblico di Palermo è ostaggio dell'immobilismo dell'Amministrazione Comunale.
Una governance fiaccata dalle faide interne del centrodestra palermitano.
Il caso Amat non è estemporaneo. Affonda le proprie radici in un passato fatto di rinvii ed errori. Il piano industriale, costato 60.000 euro e a rischio di ulteriori spese aggiuntive, non è mai stato approvato dal Consiglio Comunale.
Nel frattempo, il contratto di servizio è andato incontro all'ennesimo rinvio.
A pagare il prezzo di tutto questo sono i cittadini palermitani, condannati ad usufruire di un servizio insufficiente per la quinta città d'Italia, e il personale di Amat.
Lavoratori che danno il massimo in una situazione di carenza di personale e senza il rinnovo degli accordi di secondo livello. Una situazione inaccettabile. Al danno si aggiunge la beffa.
Quella parola che piace tanto al centrodestra: esternalizzare. Togliere i servizi non in perdita ad Amat significa mettere in crisi l'azienda, aprendo la strada ad una nuova privatizzazione, come già sta avvenendo per Amg e Gesap.
Se l’amministrazione continuerà a ignorare questa emergenza, non solo sarà inevitabile la mobilitazione dei lavoratori, ma si assumerà la responsabilità politica di aver condannato Palermo a un sistema di trasporto ancora più inefficiente, inadeguato e senza futuro».
Lo dichiara Concetta Amella, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale e componente della terza commissione consiliare che ha competenza sulle aziende partecipate.